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Prima di poter recensire questo cd, è doveroso farvi le presentazioni
del caso. "Feeding The Fire" è l'album di debutto degli
Edge Of Forever, band italiana, che si avvale della presenza alla voce
di Bob Harris, americano e cantante degli Axe, forte di collaborazioni
con Frank Zappa e Steve Vai. Per quanto riguarda gli altri membri della
band, tutti italianissimi, balza all'occhio il nome del tastierista Alessandro
Del Vecchio, che vanta nel proprio curriculum collaborazioni con veri
e propri miti e personaggi d'elevato spessore artistico quali Glenn Hughes,
Bruce Kulick, Tony Franklin, Patrick Rondat, André Matos, Scott
Mc.Gill, etc.. In più, il disco è prodotto da niente di
meno che Marcel Jacob (Talisman, Malmsteen, etc.) e, ad occuparsi delle
backing vocals, troviamo Jeff Scott Soto (Axel Rudi Pell, Talisman, etc.)
che duetta anche con Harris nella song "Prisoner". Direi che
dopo questo sproloquio introduttivo è ora di parlare dell'album
in sè. Innanzitutto sono orgogliosa di poter sentenziare che anche
la nostra penisola ha sfornato un prodotto hard rock di tutto rispetto,
capace probabilmente di affermarsi su scala europea o internazionale.
L'apertura è subito affidata alla title track, la quale comincia
a dare all'ascoltatore un'idea del taglio del disco: puro hard rock melodico
che attinge a piene mani da Rainbow, Talisman e Axe. E' proprio con la
opener che la band mette da subito nero su bianco le proprie enormi qualità,
confezionando un piccolo gioiello arricchito ma mai appesantito dai virtuosismi
tastieristici di Alessandro del Vecchio. Vi segnalo inoltre che il lavoro
è corredato da una traccia multimediale contenente proprio il video
della song appena descritta. "Birth Of The Sun" è uno
dei miei brani preferiti: orecchiabile e ben costruitpo, con un maledetto
riff che si stampa facilmente nella testa ed è davvero difficile
da dimenticare. La terza traccia, "Prisoner", con Harris che
duetta con Jeff Scott Soto, è un pezzo di gran rilievo basato su
di un sound capace di trasudare amore ed intensa passione per gli anni
'80, ben arrangiato, con le due voci che si fondono in modo pregevole.
Segue " Whatever Comes", hard rock allo stato puro e "Mother
Darkness": evocativa, forte di un'esecuzione magistrale, una prova
di coraggio che non fa altro che dimostrarci ulteriormente il talento
di questi musicisti. "Bloodsucker" è un brano che profuma
di Rainbow: energico, heavy, sorretto da cori granitici, da una batteria
che spacca, adatto per essere cantato in coro, durante i live show, da
un pubblico numeroso ed esaltato. Decisamente uno dei migliori episodi
del disco! Con "The Road We Walked On" si troviamo di fronte
ad una power ballad da accendini e lacrimucce, in cui la voce di Harris
risulta piena e calda. "Dance Into The Fire", molto Dokken-oriented,
spiana la strada alla bellissima "Gates Of Hell", che attinge
dalla tradizione Malmsteeniana. "I Won't Be A Fool No More"
risulta tirata ed energica anche grazie ai propri trascinanti chorus.
Sostanzialmente si tratta di un brano molto old school che si addice a
chiudere un lavoro quale "Feeding The Fire". Ammetto io stessa
che al primo ascolto non sono rimasta impressionata dalla validità
dei brani, ma mi è sembrato di avere tra le mani un disco molti
altri. In verità mi sbagliavo ed è bastato fare girare questo
CD più volte sul mio lettore per rendermi conto delle enormi capacità
degli degli Edge Of Forever: trascinanti, orecchiabli, melodici, ed allo
stesso tempo virtuosi. Per tutti i fans dell'hard rock melodico "Feeding
The Fire" è un appuntamento da non mancare! Recensione Realizzata da Olivia Balzar |
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